Cookie

Gamereactor utilizza i cookie per garantire agli utenti la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito web. Se continui, presumiamo che tu sia soddisfatto della nostra politica sui cookie.

Italiano
Gamereactor
preview
Back 4 Blood

Back 4 Blood - Impressioni dalla Beta

Dopo aver testato sia la modalità PvP che quella PvE, abbiamo le idee chiare: Essere uno zombie affamato di cervelli e dotato di superpoteri è davvero divertente.

HQ
HQ
HQ

Turtle Rock Studios si sta già riscaldando per la pubblicazione di Back 4 Blood. Con la nuova fase beta online nel momento in cui ci state leggendo, siamo qui per raccontarvi la nostra ultima prova del seguito spirituale di Left 4 Dead. David, Magnus, Dóri e questo umile servitore hanno trascorso diverse ore per dimostrare che la squadra di Gamereactor è letale quando composta da zombie, mentre le cose si fanno più dure quando si tratta di sopravvivere ai non morti.
Tutto in una singola sessione, è stato sufficiente per provare entrambi I lati non narrativi del gioco, come le modalità PvE e PvP. Un'opportunità perfetta per scoprire quanto divertimento puoi avere nei panni dei morti viventi quando non sei obbligato a ucciderli. Come abbiamo fatto? Giocando contro altri utenti in scontri tra Cleaners e Riddens.

Back 4 Blood

I primi sono gli umani, che hanno accesso a un set di carte predeterminate, le quali sono aggiunte ad ogni round (variano dall'aggiungere velocità di movimento al migliorare l'equipaggiamento, introdurre nuovi oggetti, ecc...) durante una fase di looting preparatorio alla festa di sangue e carne che sta per cominciare. I Riddens sono gli zombie, divisi in 9 ruoli, con tre mutazioni e tre variant ciascuno, che permette di creare così delle sorti di classi dotate di diverse capacità di movimento e abilità di attacco, tutto basato su un completo sistema di progressione.

Gli obiettivi sono differenti per le due fazioni. I Cleaners devono sopravvivere il più a lungo possible, mentre i Riddens devono cercare di eliminare gli umani il più rapidamente possibile. L'obiettivo dunque non è realizzare il maggior numero di uccisioni possibili, ma ottimizzare i tempi perché alla fine del round (le due squadre cambiano ruolo ad ogni partita) il team vincitore è quello che è riuscito a sopravvivere più a lungo sulla stessa mappa. La squadra vincitrice dello scontro è quella che porta a casa due vittorie su tre.

Non è un compito facile per nessuno. Le mappe hanno dimensioni ridotte, nonostante alcune siano davvero belle a livello grafico e altre esibiscono un ottimo level design, favorendo sempre lo scontro tra le due parti. Cioè è d'importanza cruciale perché i sopravvissuti devono affrontare al tempo stesso gli altri giocatori e una sempre crescente orda di zombie. Fortunatamente, essi possono essere riportati in vita e hanno accesso a un set di trappole e armi che sono sinceramente molto ben bilanciate (eccezione fatta per un'inarrestabile ascia e un fucile a pompa devastante).

I Riddens possono tornare in battaglia solo se si stanno nascondendo (possono muoversi lungo la mappa mentre attendono di resuscitare) e devono bilanciare i propri ruoli e comunicare se davvero vogliono vincere. In ogni caso, la chiave è utilizzare I Punti Mutazione per migliorare le proprie statistiche o le capacità offensive delle orde controllate dall'intelligenza artificiale. Evitare di morire e scegliere attentamente quali mostri utilizzare sono mosse essenziali se si vuole vincere nei panni di questo ruolo. È ironico che il ruolo degli zombie richieda di utilizzare il cervello e farsi furbi.

Back 4 Blood

Questo è una buon mix. Come umani, l'esperienza diventa sempre più oppressiva perché non solo l'orda cresce in numero e in pericolosità (i giocatori possono investire punti Mutazione per farla evolvere), ma anche lo spazio in cui muoversi viene ridotto gradualmente (un'area circolare si va man mano restringendo, in maniera simile ai battle royale). Come zombie, c'è sempre più spazio in cui muoversi, ma non bisogna dimenticare che gli avversari umani dispongono di tutti gli strumenti possibili e possono arrecare molto più danno a prima vista. Inoltre, i progressi vengono conservati round dopo round. E potete ben notarlo.

La modalità PvP ci ha lasciato impressioni positive. Alcuni problem di clipping in spazi chiusi a parte (alcuni mostri non possono passarci attraverso), Back 4 Blood funziona molto bene ed è già un gioco solido. Inizialmente abbiamo sentito la mancanza della possibilità di scivolare sul terreno, ma guardando ai movimenti generali e al ritmo del gameplay, ha senso che gli sviluppatori abbiano rinunciato a tale meccanica degli shooter moderni. Ci dispiace comunque perché non ptremo mai vedere Hoffman scivolare oltre uno scuola bus.

L'attrazione principale di Back 4 Blood rimane ovviamente la modalità PvE (e forse la prima modalità che dovreste visitare nella beta, secondo noi). Una vera sfida, supportata da un Sistema che non ci saremmo completamente aspettati perché, nel caso in cui ci fossero ancora dubbit, in B4B sono le carte che comandano. Le classi non definiscono molto del personaggio (sono da considerare di più dei punti d'inizio), e nonostante all'inizio scegliere tra Mamma "Sarah Connor" e "The Hoff" possa farvi esitare e faccia poca differenza, alla fine è il mazzo che ci costruiamo quello che definisce le nostre vere possibilità. È un peccato tale meccanica non sia spiegata o sottolineata a dovere quando si inizia a giocare, perché il sistema è molto profondo e dettagliato, nonostante l'approccio iniziale possa sopraffare il giocatore.

Back 4 Blood

Le carte possono modificare l'attacco corpo a corpo con l'utilizzo di un coltello, alter possono curarvi ogni volta che uccidete un nemico con attacchi corpo a corpo, alter possono potenziare le medicine... Ci sono numerose opzioni e, in PvE, queste vengono a sommarsi ogni volta che si complete un obiettivo di missione, o nel caso in cui si muoia tutti insieme e si inizi da capo, anche se ci si potrebbe imbattere in carte corrotte che invece alzano il livello di sfida del gioco. Nel nostro caso, gli obiettivi erano evitare che le orde fossero allarmate da uccelli o sistemi vari o perfino raggiungere la fine della partita con ogni componente vivo. Spoiler: non ce l'abbiamo fatta.

L'intero aspetto cooperative in Back 4 Blood ci ha sorpresi perché, lontano dal ridursi al sopravvivere ad orde di mostri, è compost da missioni con sviluppi narrativi, e non stiamo neanche parlando della modalità campagna, che non è presente nella beta. Nel corso della partita, dovete raggiungere dei rifugi che fungono da punti di controllo dove comprare armi o equipaggiamento, ricaricare e collezionare oggetti. Il progresso si sviluppa come un qualsiasi gioco single-player, con la differenza che qui siete seguiti da tre amici o compagni controllati dall'IA.

Alcune hitbox folli e lente animazioni (soprattutto in contrasto con quelle di ricarica, che sono molto veloci) a parte, l'esperienza cooperative è divertente e molto intensa. Bisogna stare attenti quando si apre il fuoco sugli zombie a causa della presenza del fuoco amico (almeno nel livello di difficoltà più alto da noi provato) e diverse cose possono svilupparsi in maniera negativa in pochi secondi.

I non morti possono essere buttati giù facilmente, non è quello il punto. Il problema è che sono instancabili e davvero numerosi. In aggiunta, i livelli sono disegnati in maniera tale che prima o dopo provocherete l'arrivo di un'orda, incontrando nemici pericolosi in spazi ristretti e altri grattacapi che non mancheranno di ricordarvi che siete nel mezzo di un'apocalisse zombie e possono divorarvi in pochi secondi. È una vera sfida? Sì. È divertente? Senza alcun dubbio.

Back 4 Blood

Non abbiamo avuto il tempo di fare ulteriori esperimenti in modalità PvE, anche se noi abbiamo già parlato di questa nell'articolo sulle although we had already talked about it quando abbiamo provato l'alpha di B4B. In ogni caso, è chiaro come carte e armi dovrebbero essere scelte saggiamente. In questa modalità entrambe le risorse sono limitate, anche se potete trovarne man mano che esplorate I livelli. Le decisioni sono importanti, così come lo sono i compagni e il lavoro di squadra. Questo soprattutto con le modifiche dovute alle carte corrotte, che possono cambiare completamente l'esperienza della partita e complicarla ulteriormente. Bisogna essere preparati in qualsiasi momento.

Dopo le nostre poche partite, abbiamo avuto la sensazione di aver provato un gioco praticamente ultimato. La beta sta già puntando al cross-play e supporta il doppiaggio a diverse lingue, un segno che il lavoro di sviluppo è praticamente concluso. Forse alcune animazioni potrebbero essere ridefinite, anche se ce ne sono alcune grandiose come quelle per lanciare le granade, e sistemare bug com quelli che affliggono il camerata David (punito dal fatto che non può ruotare le armi in lobby). Per il resto, si è dimostrata un'esperienza già molto solida, "esigente" e, prima di tutto, con un gameplay divertente.

Grazie a questa sessione di prova, abbiamo imparato due cose: la prima è che Back 4 Blood punta a molto di più che ad essere un sequel spirituale di Left 4 Dead. E la seconda? Che se dovessimo mai trovarci in un'apocalisse zombie, preferiremmo trovarci nella fazione dei non morti... per ora.

Back 4 Blood
HQ

Testi correlati

0
Back 4 BloodScore

Back 4 Blood

RECENSIONE. Scritto da Jonas Mäki

Turtle Rock ha qualcosa di nuovo da aggiungere al genere degli sparatutto zombie?



Caricamento del prossimo contenuto